PREMESSA

Una "Filiera corta" ottimale si ha quando tutte le fasi della filiera la produzione, la trasformazione, il confezionamento, la valorizzazione, la promozione e la commercializzazione al consumatore finale vengono organizzate da un unico soggetto. Queste fasi difficilmente potranno essere gestite dall'agricoltore singolo, mentre potranno esserlo mediante forme associate tra agricoltori.

L'intermediazione commerciale in una filiera "lunga" oltre a non essere più compatibile con la necessità di far quadrare i bilanci delle aziende agricole, massifica il prodotto rendendo difficile la sua valorizzazione agli occhi del consumatore, che si trova a dover pagare un prodotto ad un prezzo alto senza poterne apprezzare l'eventuale qualità. Maggiore è la distanza che separa il produttore dal consumatore e maggiore è l'intromissione di coloro che possono indisturbati fare i propri interessi a danno di entrambi. La vicinanza e il contatto diretto responsabilizzano il produttore e fanno crescere nel consumatore la cultura della qualità e la capacità di apprezzarla.

Si è constatato che é impossibile ormai puntare alla competitività dell'impresa agricola marchigiana con l'ampliamento della superficie aziendale. Sarebbe una rincorsa senza fine in quanto il limite minimo di ampiezza necessario per rimanere competitivi è in continuo aumento. Con la globalizzazione dei mercati e l'entrata in gioco di grossi gruppi economici nel settore produttivo agricolo, si sviluppano aziende sempre più estese in aree caratterizzate da grandi pianure. In ogni caso, la particolare conformazione del territorio marchigiano ed il tenace attaccamento alla proprietà della terra della sua popolazione, non consentono il raggiungimento di ampiezze consistenti. E' impensabile perciò poter competere con sistemi agricoli di aree come quelle citate sui costi di produzione e quindi sul prezzo dei prodotti. Questi, nonostante siano di qualità scadente, vengono comunque imposti al mercato a suon di spot, da multinazionali che mirano a standardizzare e conformare perfino i gusti e l'alimentazione dei consumatori di tutto il mondo. E pensare che l'infinita diversità delle tradizioni gastronomiche, ognuna legata al suo territorio, rappresenta un patrimonio culturale e sociale di valore inestimabile. L'agricoltura marchigiana non può e non deve cercare il confronto con i sistemi agroalimentari massificanti, che tra l'altro sono anche nelle condizioni di imporre le regole del gioco: sarebbe perdente in partenza. Deve specializzarsi in produzioni tipiche, sane e di alta qualità che, appositamente valorizzate, possono trovare un loro spazio nel mercato fra quei consumatori che, per fortuna sempre più numerosi, ricercano sicurezza e sapori genuini negli alimenti di cui si nutrono.

Le campagne marchigiane sono ricche di tesori nascosti che la laboriosità e la sapienza dei coltivatori stanno riportando alla luce e che dobbiamo rendere visibili per la loro genuinità ed il loro sapore, affinché possano essere facilmente "intercettati" dal consumatore. Nel tempo, nelle Marche si è conservato un sostanziale equilibrio tra uomo e ambiente naturale, non facilmente riscontrabile altrove, che oggi consente di poter accedere alle grandi opportunità offerte dalla multifunzionalità aziendale, dalle produzioni di qualità e dalla diversificazione produttiva.

Le Marche, con una popolazione diffusa sul territorio in numerose piccole città e paesi, offrono alle aziende agricole che intendono ricercare alternative di reddito, un'opportunità molto interessante qual è la valorizzazione delle produzioni agricole mediante la vendita diretta.

La vendita diretta, se ben organizzata, può rendere un'impresa economicamente valida anche quando l'ampiezza aziendale e la giacitura del terreno non possono tradizionalmente definirsi ottimali.

La Vendita diretta è l'unico strumento che consente la contestuale qualificazione delle produzioni, la loro valorizzazione e l'acquisizione del massimo del valore aggiunto soprattutto oggi che finalmente il consumatore è sempre più consapevole che molto della propria salute dipende da ciò che mangia. Diceva Leonardo 500 anni fa: "La vita dell'omo si fa con le cose mangiate". Questa filosofia si era persa negli ultimi decenni. Infatti mentre fino al primo dopoguerra si lavorava tutto l'anno solamente per alimentarsi, oggi il consumatore a tal fine spende meno del 20% del proprio reddito. Gli scandali verificatisi negli ultimi anni: mucca pazza, pollo alla diossina, ecc., stanno però facendo riconsiderare, al consumatore, questo rapporto. Una maggior consapevolezza su quanto diceva Leonardo, lo sta portando a spendere qualche lira in più per una corretta alimentazione, quindi ad essere disposto a pagare il prodotto di qualità e garantito, ad un prezzo più alto.

Ormai in tutti i settori produttivi e in particolare in quello agricolo, i margini di guadagno nel produrre e basta si vanno sempre più assottigliando per spostarsi nelle fasi successive: della lavorazione, del confezionamento, della valorizzazione e della commercializzazione. E' in queste fasi che si possono aggiungere servizi al prodotto, è qui dove c'è il maggior utile.

Quindi i produttori devono diventare nel contempo anche industriali e commercianti del proprio prodotto. Occorre accorciare la filiera fino alla trasformazione della propria materia prima e alla vendita diretta del prodotto finito ma con una nuova mentalità rispetto al passato.

La vendita diretta è già praticata da molti produttori, ma non con i risultati che tale metodo potrebbe garantire. Il progetto "Agrishopping - La Spesa sull'Aia" è partito quindi con un'indagine tra i produttori che già applicavano la vendita diretta per capire come poter acquisire tutto il potenziale in essa contenuto. La risposta dell'indagine evidenziò una serie di aspetti che pregiudicano lo sviluppo dell'attività di vendita diretta quali la polverizzazione dei punti vendita, la loro difficile individuazione, il limitato paniere di prodotti che ogni singolo punto vendita offriva, la pressoché inesistente promozione fatta ai prodotti, la mancanza di un marchio e della certificazione sulla sicurezza dei prodotti.

E' emerso chiaramente che soltanto le forme organizzate tra produttori potranno dare tutte le risposte alle questioni individuate. Tra queste si è ritenuta più adatta la forma cooperativa. E' nata così "La Spesa sull'Aia Soc. Coop. a r.l." a cui possono aderire in qualità di soci:

  • Aziende agricole con prodotti tipici e di qualità (conferiscono il prodotto alla Cooperativa);

  • Aziende agricole che oltre a produrre hanno, o intendono attivare, il punto vendita (oltre a conferire alla Cooperativa la produzione eccedente la vendita diretta si riforniscono presso il Centro per ampliare la gamma dei prodotti venduti);

  • Aziende Agrituristiche senza punto vendita (si avvalgono del Centro per acquistare i prodotti aziendali per preparare i pasti somministrati in conformità a quanto previsto dalla Legge regionale sull'agriturismo);

  • Aziende Agrituristiche che possiedono anche il punto vendita (si avvalgono del Centro sia per acquistare i prodotti aziendali per preparare i pasti somministrati, sia per rifornirsi di prodotti in funzione all'ampliamento dell'offerta nel loro punto vendita).

Un'altra indagine rivolta ai consumatori finalizzata a verificare la loro propensione ad approvvigionarsi di prodotti alimentari direttamente presso spacci aziendali, ha confermato tale crescente interesse e disponibilità. Si tratta spesso di persone di giovane età e con una buona preparazione culturale. Il consumatore chiede soltanto di essere favorito nell'individuazione dei prodotti e dei relativi punti vendita, mediante apposite guide. L'indagine ha anche rivelato che il consumatore gradirebbe, per comodità, trovare presso una sola azienda la più vasta gamma possibile di prodotti anche se in parte provenienti da altre aziende locali, purché vi siano concrete ed effettive garanzie sulla loro provenienza e sulla loro genuinità.

Verificare dove nasce il cibo sta diventando sempre più una esigenza ed una aspirazione del consumatore.

Per i marchigiani di città, quelle più grandi comprese, la campagna è a portata di mano. La gita in campagna, già consuetudine dei "signori" dell'ottocento, è una emozione da riscoprire. Oggi peraltro, a differenza di allora, mezzi e viabilità agevolano notevolmente la scampagnata.

"Andar per campagna" a ricercare paesaggi, natura e tranquillità, è aver speso bene una giornata; lo è a maggior ragione se poi è anche possibile rifornirsi di prodotti agricoli venduti direttamente in azienda dai coltivatori, con l'omaggio della loro cortesia. A tavola tali alimenti acquisiranno un "sapore aggiunto" perché testimoni di genuinità e fragranza, evocativi del luogo e del modo in cui sono stati prodotti, e perché ricevuti dalle stesse mani del cui lavoro sono il frutto. E' il volto di chi li ha prodotti e non dell'attore dello spot pubblicitario. Un volto dall'espressione fiera ed orgogliosa è la migliore garanzia di aver fatto un buon acquisto.

IL PROGETTO AGRISHOPPING - LA SPESA SULL'AIA

Dalla lettura di questi dati è nato il progetto Agrishopping puntando all'introduzione di aspetti fortemente innovativi: dal concetto di "aziendalità" del prodotto al modo di come informare e sensibilizzare il consumatore.

Il Progetto ha riguardato la filiera a 360°, dalla produzione primaria al rapporto diretto e costruttivo con il consumatore finale, partendo dall'Indagine di Mercato di cui si è già parlato.

Presso San Marcello (An) grazie all'Amministrazione comunale che ha messo a disposizione i necessari locali, è in fase di realizzazione il "Centro per lo sviluppo della cultura della qualità dei prodotti tradizionali".

Gli spazi individuati appartengono ad una serie di ambienti che costituiscono l'ossatura portante interna della cinta muraria difensiva che circoscrive per la maggior parte il centro storico di San Marcello.

Una fortificazione realizzata per scopi precisi, che fisicamente divide la città dalla campagna e che oggi può costituire un momento di simbiosi, superando il concetto di separazione tra questi due contesti; un ulteriore rafforzamento di tale concetto si avrà collocando sulla soglia della città il Centro di valorizzazione dei prodotti tipici marchigiani.

I locali sono posti in sequenza all'interno delle mura castellane e sono stati resi permeabili in epoca recente, con la realizzazione di aperture per botteghe artigiane che danno direttamente accesso sulla pubblica via che perimetra il centro storico. Gli ambienti con particolare valore storico-ambientale, sono costituiti soprattutto di spazi caratterizzati da volte a botte, da volte a crociera, da solai in piano con travature lignee, da murature portanti in pietra o in mattone.

Il paese di San Marcello nel suo complesso, gli stessi locali messi a disposizione e lo scorcio di paesaggio tipico collinare marchigiano che si ammira dagli spazi antistanti gli ingressi dei locali, sono sicuramente una cornice idonea ad esaltare e valorizzare il carattere culturale ed economico dell'iniziativa. Sono elementi che sicuramente contribuiranno favorevolmente al raggiungimento delle finalità del progetto.

Presso il Centro verrà realizzata una serie di attività tutte rivolte a valorizzare il prodotti dei Soci della Cooperativa, il loro lavoro, la storia, le tradizioni e la cultura del mondo agricolo marchigiano. Dal Centro, dove è anche previsto il deposito e magazzino per i prodotti, verrà gestita anche la rete dei punti vendita aziendali.

1. La rete "Agrishopping"

Agrishopping è un Marchio collettivo (registrato il 26.09.90 - attestato n. 00590969 del 17.06.93) con cui vengono identificati i prodotti agricoli venduti direttamente in azienda mira, con l'adozione di un apposito disciplinare, ad assicurarne la genuinità e la tipicità e a tutelarne l'immagine. L'Unione Europea e la Regione Marche hanno cofinanziato alla Copagri Marche un progetto di animazione volto a diffondere tra i produttori la pratica della vendita diretta e, tra i consumatori, l'acquisto in azienda di prodotti tutelati da questo Marchio.

A seguito dell'attività di animazione svolta, sta prendendo corpo su tutto il territorio regionale un rete di punti vendita di prodotti aziendali a Marchio "Agrishopping". Ogni azienda agricola aderente al progetto deve adattare un locale, dislocato presso l'azienda stessa, da adibire alla vendita diretta.

Per differenziare e rendere apprezzabile l'offerta agli occhi del consumatore è indispensabile che il medesimo percepisca che ogni singolo punto vendita aziendale fa parte di una più vasta organizzazione che controlla direttamente tutte le fasi della filiera, dalla produzione alla vendita, ed è meritevole della sua fiducia.

Tutti gli "Spacci aziendali" della rete devono quindi essere accomunati da un elemento del decoro o dell'arredo, identificativo, caratteristico e ben evidente. Il raggiungimento dell'azienda deve essere facilitato da una efficiente segnaletica realizzata con materiale, design e insegne identici per tutti i punti vendita della rete.

Spetta al Marchio, acquisita una forte affermazione e una positiva immagine, attraverso i veicoli di comunicazione ritenuti più idonei e utilizzato in maniera esasperata su ogni supporto possibile, rendere efficace l'operato dell'organizzazione creata per sopperire alla tradizionale difficoltà commerciale riguardante questo modello di vendita, dovuta alla polverizzazione e all'anonimato dei produttori

Il Disciplinare di produzione che supporta il Marchio e ne stabilisce i requisiti di accesso e le modalità d'uso, garantisce la qualità e la genuinità del prodotto nonché la sua origine rigorosamente aziendale, definendo chiaramente il concetto di "Aziendalità" del prodotto.

Nell'ambito dello stesso progetto di animazione è stato elaborato il Manuale della Vendita Diretta, vista l'assenza sul mercato editoriale di un'analoga pubblicazione. Il Manuale vuole essere uno strumento di miglioramento per quanti già effettuano la Vendita Diretta e un'utile supporto per quanti intendono avviarla.

Di fronte alla richiesta dei consumatori di poter trovare, per comodità, presso una sola azienda la più vasta gamma possibile di prodotti anche in parte provenienti da altre aziende locali, vi sono i produttori che per quanto possano diversificare gli ordinamenti produttivi aziendali non saranno mai nelle condizioni di offrire nei loro singoli spacci aziendali un ampio ventaglio di prodotti. Un punto vendita aziendale fornito dei soli propri prodotti, avrebbe quindi un numero limitato di clienti. Il poter disporre dei prodotti di tutte le altre aziende socie, significa ampliare notevolmente la presenza di clienti in azienda e quindi avere un maggior sbocco commerciale anche per i propri prodotti. Il fatto, poi, che gli stessi prodotti siano venduti anche in tutti gli altri punti vendita aziendali aderenti alla rete, rappresenta un ulteriore sbocco commerciale. Una ennesima importante opportunità di vendita, infine, è rappresentata dall'utilizzo che gli agriturismi faranno di tali prodotti, sia per preparare i pasti somministrati, sia per gestire i loro punti vendita.

A progetto interamente realizzato saranno oltre 150 i punti vendita dislocati sul territorio regionale, ognuno dei quali fornito dei propri prodotti e di tutti quelli degli altri soci. L'elenco dei prodotti già catalogati disponibili sono oltre 100. Particolare successo sta avendo l'azione volta ad incentivare le aziende associate ad inserire nel proprio paniere un prodotto esclusivo aziendale. Si tratta di "inventare" un prodotto che, pur traendo origine dalle tradizioni locali, possa definirsi unico, pressoché irripetibile per condizioni oggettive e soggettive, frutto di un processo produttivo specifico dell'Azienda sul quale costruire una propria identità ed immagine e che abbia un "effetto trascinamento" dell'intero paniere. Questo sollecito, che ha messo in moto la fantasia degli Imprenditori agricoli soci e la ricerca di elementi di tradizionalità, sta già producendo ottimi risultati e delle interessanti e piacevoli sorprese.

Il mettere "a portata di mano" del consumatore tutti i prodotti tradizionali delle Marche mediante una capillare e diffusa rete di punti vendita è l'unico sistema per agevolare ed incentivare il medesimo a cambiare le proprie abitudini nell'acquisto dei beni alimentari.

2. Strutture a supporto della vendita diretta

Produrre non basta: bisogna vendere. Produrre bene e produrre qualità implica in più vendere a prezzi remunerativi. Occorre quindi valorizzare e promuovere i prodotti aziendali creando, allo scopo, anche strutture fisiche e servizi a supporto della vendita diretta praticata dalle aziende. Vi è la necessità di creare strutture che si possano reggere economicamente e che non costino più del dovuto ai fruitori dei relativi servizi. Vanno quindi ottimizzati gli investimenti in impianti ed in risorse umane prevedendo, nell'ambito della stessa iniziativa, lo svolgimento di più attività integrate e complementari, tutte funzionali e coerenti all'obiettivo finale.

2.1. Centro di Ritiro e Deposito Prodotti

I prodotti aziendali di qualità, ottenuti nel rispetto del disciplinare, verranno conferiti dalle aziende associate e conservati nei locali del Centro, destinati ad una serie di utilizzi quali: rifornimento agli spacci aziendali della rete "Agrishopping" per l'arricchimento della loro gamma; approvvigionamento per agriturismi; vendita diretta al pubblico presso lo stesso Centro; approvvigionamento per il ristorante integrato nel Centro; approvvigionamento dei clienti dei ristoranti autogestiti "Fate da Voi"; approvvigionamento per l'eventuale vendita mediante l'e-commerce.

Rifornimento Farm Shop

Mediante specifiche convenzioni ai punti della rete "Agrishopping" verranno consegnati per la loro vendita al pubblico i prodotti conferiti dai soci. Tali prodotti si aggiungeranno a quelli ottenuti presso l'azienda e, permettendo l'ampliamento della gamma, consentiranno volumi di affari più consistenti e quindi la riduzione dei costi di gestione.

Il punto vendita aziendale potrà optare per un doppio regime: tenere separati i prodotti propri da quelli della cooperativa con due registri di vendita; unica gestione della vendita previo conferimento dei prodotti propri alla cooperativa.

Mediante il collegamento Internet potrà essere gestita la programmazione dell'approvvigionamento dei "Farm Shop".

Rifornimento agli Agriturismi

La nuova legge regionale sull'Agriturismo prevede che gli operatori del settore devono somministrare pasti preparati per almeno il 80% con materia prima proveniente dalla propria azienda o da altre aziende agricole della regione. Circa quest'ultima possibilità, che di fatto in tutti i casi è anche una necessità, rispondendo ad una indagine gli operatori sostengono di trovare difficoltà sia nell'individuare le aziende con i prodotti desiderati sia, in particolare, nell'approvvigionamento materiale degli stessi. Sarebbe troppo oneroso, affermano, intrattenere con cadenza frequente rapporti commerciali con una pluralità di aziende e raggiungerle tutte per il ritiro dei prodotti.

Gli operatori agrituristici, avvalendosi dei servizi del Centro, potranno soddisfare questa loro necessità. Sul Sito Web del Centro le imprese agrituristiche potranno verificare i prodotti disponibili nel deposito e provvedere agli ordinativi.

Un furgone attrezzato della Cooperativa provvederà, partendo dal deposito di San Marcello, alla consegna dei prodotti agli agriturismi ed ai punti vendita aziendali, contestualmente ritirerà dalle singole aziende agricole i prodotti necessari ad integrare le scorte presso il deposito.

2.2. La Vetrina regionale dei prodotti tipici e tradizionali

Non c'è nelle Marche una vetrina permanente dei prodotti aziendali dove, oltre che a fare assaggi ed acquisti, si possano acquisire le informazioni necessarie ad individuare l'azienda o le aziende ritenute, per prodotti e caratteristiche, più interessanti per le proprie esigenze per poi magari visitarle direttamente.

 Con una funzione rivolta principalmente a stabilire contatti tra consumatori e aziende agricole che esercitano la vendita diretta verrà organizzata una vetrina permanente dei prodotti tipici aziendali marchigiani ad uso alimentare. In tale ambito verrà esercitata la vendita al pubblico ma con l'avvertenza di fornire al consumatore ogni possibile informazione sia sui prodotti sia sulle aziende della rete.

2.3. La Vetrina della multifunzionalità

Tra i prodotti aziendali venduti direttamente vanno ricompresi anche quelli non alimentari che negli ultimi tempi alcune aziende agricole stanno realizzando, nell'ottica della diversificazione e della multifunzionalità, traendo spesso origine dalle antiche tradizioni della famiglia mezzadrile autarchica. Sono prodotti strettamente legati e connessi all'attività agricola e aziendale che però non hanno mai avuto occasioni e momenti di promozione e di valorizzazione.

Per promuovere e valorizzare la molteplicità di funzioni che l'azienda agricola assolve sul territorio, alcuni locali del Centro, opportunamente allestiti, verranno destinati a proporre e a far conoscere ai cittadini questo interessante aspetto della ruralità marchigiana. Ovviamente i prodotti non alimentari non potranno avvalersi del marchio Agrishopping.

2.4. Un modo efficace di promuovere i prodotti

Non risulta che vi sia un ristorante che possa offrire un vasto menù preparato rigorosamente con prodotti provenienti direttamente da aziende agricole ed ai cui clienti, unitamente alle pietanze, viene fornita la carta della provenienza dei prodotti utilizzati per la loro preparazione.

Ristorante "Il Concerto" (dei sapori marchigiani)

Se in un primo momento il vincolo impostosi della provenienza esclusivamente aziendale della materia prima può sembrare un limite penalizzante, di fatto se questo viene esaltato e fatto diventare la caratteristica del ristorante, ben presto diventerà un punto di forza eccezionale.

Ottimi piatti suscitano sempre una certa curiosità ed interesse sul genere, sulla qualità e sulla provenienza della materia prima utilizzata per prepararli. Il ruolo del ristorante, oltre a contribuire a rendere economica l'attività del Centro nel suo complesso, è, appunto, quello di avvicinare i consumatori ai prodotti aziendali e alle aziende agricole, nonché rafforzare l'immagine del Marchio "Agrishopping".

Con la "Rintracciabilità del Piatto" verranno fornite tutte le informazioni dei prodotti utilizzati per la preparazione dei pasti e delle aziende agricole di provenienza.

2.5. Una esigenza emergente funzionale al progetto

Fino a qualche tempo fa molte case coloniche abbandonate dai mezzadri erano affittate a persone che le usavano normalmente per organizzare pranzi e cene con amici, colleghi di lavoro o delle attività del tempo libero, parenti, ecc. Negli ultimi anni il recupero abitativo dei fabbricati, prevalentemente da parte di cittadini stranieri, ha fatto venir meno tale opportunità proprio nel mentre cresceva il desiderio di autogestirsi cene sociali, e con sempre più persone che, pur non essendo cuochi professionisti, ambivano a dilettarsi nell'arte culinaria volendo anche dimostrare cosa "sanno fare" al riguardo.

Le attrezzature di cucina ed i locali domestici non sono quasi mai per dimensioni adeguate al caso. Disagi a non finire si sopportano nell'ospitare numerose persone per una cena nella propria abitazione.

Ristorante "Fate da Voi"

La crescente domanda di cui sopra verrà soddisfatta con l'arredo di un locale fornito di cucina, relative attrezzature e stoviglie. Questo sarà a disposizione di gruppi che vorranno autogestirsi pranzi o cene sociali. Agli utilizzatori verrà chiesto soltanto il rimborso del costo delle pulizie ma farà loro carico l'obbligo di rifornirsi dei prodotti per la preparazione dei pasti nel negozio interno al Centro.

Anche questa attività contribuirà a promuovere e far conoscere i prodotti aziendali e a dare notorietà alla rete "Agrishopping".

2.6. Lo straordinario paesaggio collinare marchigiano

Se i marchigiani autoctoni avessero la capacità di guardare con nuovi occhi lo scenario che si presenta loro in primavera percorrendo un qualsiasi crinale del territorio marchigiano, rimarrebbero stupefatti e incantati al pari di coloro lo vedono per la prima volta. Pensare che in mezzo all'ondeggiare verde di colline e valli possano esservi aziende agricole che da tale ambiente ricevono prodotti alimentari, viene voglia di gustarne subito il sapore. Un "Maggio Marchigiano" in pullman, una settimana a girovagare tra gli scorci di paesaggio più suggestivi, è certo che farebbe oltremodo felice qualsiasi "straniero". Ma anche molti marchigiani di città apprezzerebbero sicuramente una simile proposta.

I Viaggi nel "Maggio Marchigiano", cullati dal verde

Non solo a maggio, ovviamente, ma in almeno otto mesi dell'anno, da marzo ad ottobre, la campagna marchigiana, se adeguatamente promossa e favorita la sua fruibilità con servizi organizzati, offre scorci paesaggistici caratteristici e di indubbio richiamo turistico. Maggio, però, che ti culla con il dolce e fluido altalenare del percorso collinare è il mese simbolo per il turismo rurale marchigiano. E' la sua "alta stagione".

Verranno dapprima individuati, con l'ausilio di conoscitori del territorio, tenuto conto delle risorse naturali, ambientali e artistiche, i percorsi più suggestivi collegabili alla rete dei "Farm Shop" e agli agriturismi. Sia gli uni che gli altri, nel fungere da supporto logistico, avranno la possibilità di promuovere e vendere i loro prodotti ed i loro servizi.

La Cooperativa, organizzerà direttamente, o in collaborazione con tour operator, viaggi all'interno della campagna marchigiana, di un giorno o di una settimana a seconda dei casi. Per un turismo estero, o comunque non marchigiano, non è troppo da doversi annoiare il tempo di una settimana in pullman tra fattorie e agriturismi, guarnita anche da visite ad alcuni centri medievali e noti riferimenti artistico-culturali, fatta magari coincidere con qualche manifestazione festaiola paesana (ce ne sono a volontà). Per gli abitanti dei centri urbani più importanti delle Marche, la proposta di una scampagnata di gruppo in pullman, per una sola giornata, con pranzo in agriturismo e shopping nelle aziende agricole della "Rete", potrebbe suscitare notevole interesse.

2.7. Vendita "e-commerce"

L'azienda agricola singola difficilmente potrà organizzare la vendita dei prodotti mediante l'e-commerce, sia per mancanza di volumi sia per la ridotta gamma a disposizione, potendo eventualmente vendere soltanto prodotti derivati dalla propria azienda.

Questa attività, invece, in un secondo momento, potrà essere avviata dalla Cooperativa.

Avendo già a disposizione un magazzino ben fornito di prodotti tipici, non sarà né difficile, né eccessivamente oneroso attivare un sistema di vendita elettronico mediante e-commerce.

Il sito Web, in ogni caso, promuoverà e pubblicizzerà tutti i "Farm Shop" della rete, nonché le attività del Centro dirette al pubblico.

2.8. La Direzione della Rete "Agrishopping"

Il Centro di San Marcello sarà anche la sede dove verranno programmate e gestite una serie di attività e di servizi da fornire alle aziende della rete "Agrishopping". A queste verrà data tutta l'assistenza e consulenza utile per migliorare la propria immagine e rendere maggiormente efficiente e remunerativa l'attività aziendale. In sintesi i servizi, anche mediante corsi di formazione, riguarderanno:

  • lo studio di fattibilità e di redditività previsionale;

  • la scelta delle produzioni da attivare in funzione alla vendita diretta e nell'avviare la relativa diversificazione produttiva;

  • lo specializzarsi per produrre alimenti di qualità attraverso tecniche di coltivazione biologiche o a basso impatto che garantiscano innanzitutto la genuinità dei prodotti

  • l'adozione del disciplinare sia nella fase produttiva e di trasformazione, sia nell'uso del marchio;

  • il richiedere ed ottenere le necessarie autorizzazioni amministrative e sanitarie;

  • l'adozione delle norme HACCP;

  • l'avviare la trasformazione delle proprie produzioni (marmellate, farine alimentari, dolciumi, formaggi, prodotti conservati in genere, ecc.) affinché acquisiscano la necessaria preparazione volta anche a riscoprire e recuperare, dove è possibile, antiche tradizioni.

  • il conoscere a fondo le usanze e le tradizioni locali per meglio valorizzare i propri prodotti tipicizzandoli adeguatamente;

  • l'acquisizione di tutte le nozioni e capacità necessarie a tenere un corretto rapporto con il cliente.

  • l'operare nel rispetto delle leggi fiscali e sanitarie vigenti in materia in particolare quando si effettua anche la trasformazione dei prodotti;

  • lo studio del budget;

  • l'organizzare il lancio o inaugurazione del punto vendita (sia se nuovo sia se riorganizzato in funzione Agrishopping) attraverso una campagna promozionale di forte impatto sui potenziali clienti;

  • la scelta degli orari di apertura in funzione alle esigenze dei potenziali clienti;

  • il controllo di gestione.

2.9. Le Attività Promozionali, Informative e Formative

La Cooperativa "La Spesa Sull'Aia" ha partecipato al Bando pubblicato dal Ministero delle Politiche Agricole e Forestali in data 22.03.2001 relativo ad attività informative e promozionali dello sviluppo della qualità dei prodotti agricoli tipici e tradizionali. Su 239 progetti presentati e soltanto 15 finanziati, il progetto della Comparativa si è classificato 6° nonostante non avesse la priorità riservata ai progetti riguardanti prodotti "biologici".

Il progetto prevede una spesa di 210.000 Euro, il contributo concesso ammonta a 82.600 Euro. Verranno attivate ben 15 azioni volte a sensibilizzare il consumatore verso la qualità dei prodotti ed a promuovere i punti vendita aziendali a Marchio "Agrishopping".

3. Le risorse finanziarie

Il costo complessivo del progetto ammonta a 450.000 Euro di cui parte verrà coperto da contributo pubblico proveniente sia dalla Regione Marche mediante il Bando del PRS (Agenda 2000), a cui la Cooperativa ha partecipato con successo, e parte dal Ministero delle politiche agricole ai sensi del Bando di cui al precedente punto 2.9. La parte della spesa non coperta contributo pubblico verrà affrontata mediante un prestito bancario garantito dalla Confidicoop Marche di cui la Cooperativa è socia.

Ancona, 18 giugno 2002




La Spesa Sull'Aia
Soc. Coop. Agr.
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